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Postato da su Feb 28, 2014 in Sapori

L’arte del blending: i mille sapori delle miscele Lavazza

Tra i sapori tipici italiani c’è sicuramente quello del caffè. Il caffè espresso italiano deve il suo gusto inimitabile non solo alla preparazione, ma anche alle miscele da cui viene estratto. L’arte del blending, vale a dire l’arte di mescolare diverse origini del caffè macinato per ottenere tipi di miscela differenti, è nata proprio in Italia, a Torino, all’inizio del secolo scorso.

Come il caffè macinato arriva ad avere gusti differenti

Perché il caffè che si beve a Genova è diverso da quello di Palermo? Tutto sta nella miscela che si usa per prepararlo: non esiste un solo caffè macinato, ma ne esistono molti tipi, composti da diverse origini.
Per ottenere le miscele, si parte innanzitutto da due tipi di caffè: l’Arabica e la Robusta, due piante equatoriali che producono due diversi tipi di chicchi. l’Arabica è dolce e delicata, la Robusta forte e amara. Il sapore del caffè dipende però anche dal luogo in cui le piante sono coltivate: l’altitudine, il terreno, le seppur lievi differenze climatiche influenzano il sapore finale del caffè. Ecco dunque che il caffè proveniente dal Brasile ha un gusto cioccolatato, mentre quello del Centroamerica è delicato e aromatico.
Dopo la raccolta, i frutti passano alla fase di estrazione dei chicchi, che può essere fatta per essicazione o in umido: le ciliegie vengono cioè messe a bagno in acqua, dove perdono la polpa. L’Arabica lavata che si ottiene in quest’ultimo caso è particolarmente dolce ed equilibrata, mentre la Robusta ha un gusto più rotondo rispetto a quella essiccata.
Quando i chicchi arrivano in torrefazione, avviene la fase della tostatura: a seconda che sia breve o lenta, a temperature più o meno alte, i chicchi di caffè, dunque anche il caffè macinato che si ottiene in seguito, saranno più aciduli oppure dal gusto più forte e tostato.

L’arte della miscela nelle mille fragranze possibili

Ecco che abbiamo ottenuto una scala di diverse sfumature di sapore del caffè, dunque diverse origini: una miscela ne può contenere fino a sei, per ottenere gusti morbidi, o liquorosi, fragranti, vellutati e sostenuti. Sono davvero tantissime le caratteristiche sensoriali che possono essere contenute in una tazzina di caffè.
Fu un droghiere torinese, Luigi Lavazza, ad inventare per primo l’arte della miscela del caffè, e fu la sua ditta, oggi la più grande produttrice di caffè in Italia, a vendere per prima il caffè già confezionato. Oggi Lavazza produce decine di miscele diverse, adatte sia a preparare il caffè con la moka, sia con le macchine per espresso, sia in cialde che in capsule; come si può vedere su http://www.lavazza.it/it/, esse sono classificate in base al livello di tostatura delle origini, al colore dei chicchi e alle caratteristiche sensoriali all’assaggio della bevanda. Portando avanti la tradizione di famiglia, Lavazza si avvale della consulenza dei migliori chef d’Europa e di esperti assaggiatori per selezionare le qualità migliori di caffè macinato, e per inventare sempre nuovi aromi, ricette al caffè e abbinamenti.

Immagine: www.lavazza.comSimilar Posts: